Ricordo mia mamma che per pulire i tappeti si affacciava al balcone e srotolava il tappeto tenendolo da una estremità. Cominciavava così a percuoterlo vigorosamente per diversi minuti con il battipanni e poi ripeteva l’operazione girandolo e tenendolo dalla parte opposta. Ci voleva una discreta forza per trattenere il tappeto con una mano per evitare che cadesse in cortile. Ricordo che, grandicello, avevo provato anch’io e davvero funzionava! Si vedeva chiaramente la polvere che si staccava e questo mi provocava grande soddisfazione per l’esito della pulizia. Oggi si fa tutto in un batter d’occhio con il battitappeto. Il battipanni, così come lo conosciamo oggi, è stato presente dappertutto e con forme più diverse: a forma di triangolo, di cuore o con dei rosoni. Uno degli antenati più lontani del battipanni è la verga, che serviva per battere pelli e tappeti, ma anche per… fustigare!
Don’t let me down – Beatles
Ricordo che nelle automobili, e anche sulle utilitarie come la mia Fiat 500 L, potevano essere montate le radio mangia cassette, rigorosamente estraibili in quanto