Ricordo che mia mamma aveva una bellissima macchina da cucire a pedale. Quando era chiusa si presentava come un mobile in legno lucido e un pò intarsiato, che celava al suo interno appunto la macchina per cucire. Ovviamente non era certo elettrica come quelle moderne e la forza motrice era data dal premere ritmicamente una base in ferro rettangolare con la punta e col tacco del piede e questo innescava una puleggia che faceva muovere il meccanismo di salita e di discesa dell’ago. Mia mamma, come la maggior parte delle mamme di quell’epoca, era bravissima sia a riparare gli abiti sia a confezionarli e con quale soddisfazione per l’ottima riuscita. Anche questa è una figura di mamma che mi sembra si sia estinta con le nuove generazioni, in favore dei negozi che effettuano riparazioni sartoriali oramai sorti in quasi tutte le città, e spesso gestiti da stranieri.
Sapore di mare – Gino Paoli
Ricordo che alle elementari i maschi dovevano indossare tutti un grembiule nero con un fiocco azzurro intorno al colletto. Il grembiule aveva anche le tasche