Ricordo che abitavo in affitto in una casa che aveva un grande giardino di ghiaia e catrame, e anche se non c’era l’erba era davvero una grossa fortuna averlo per noi bimbi. Essendo un condominio con tanto di custode, dovevamo però rispettare gli orari imposti dal regolamento. Ad esempio non si poteva giocare dall’ora di pranzo alle 4 del pomeriggio per non disturbare. Poi era vietato anche giocare al pallone, credo per evitare che lo stesso andasse a rompere i vetri degli appartamenti del piano terreno. Il custode era inflessibile con noi bambini, ricordo che si chiamava Mario, e una volta ricordo anche che ci aveva bucato il pallone di gomma con un cacciavite. Credo che se una cosa del genere succedesse ai tempi odierni, ci sarebbe una sommossa popolare da parte dei genitori… In compenso era molto efficiente e teneva pulito tutto lo stabile. Ricordo nelle mattine in cui aveva nevicato tutta la notte, mentre io ero ancora a letto al caldo, sentivo il rumore della sua pala che spalava la neve dal marciapiede che collegava il portoncino con la strada. Quello era il nostro parco giochi, senza però alcun gioco installato, come ne esistono oggi, ma la nostra fantasia e inventiva era insuperabile. Giocavamo a nascondino, con le biglie di vetro, con le figurine e anche “alla settimana”.
Strangers in the night – Frank Sinatra
Ricordo che su quasi tutte le poche auto in circolazione negli anni 60, sul retro cruscotto, c’era un cagnolino finto che ad ogni movimento dell’auto