Ricordo che per macinare il caffè, non ricordo se allora ci fosse in commercio quello già macinato, si usava un macinino azionato a mano con una manovella posta in alto. Era in legno di forma cubica ed aveva due sportelli: uno in ferro sotto la manovella che serviva per accedere all’interno dove venivano messi i grani di caffè e l’altro era un cassettino in basso dove veniva raccolto il caffè macinato. Ricordo che vedevo mia mamma stringere tra le ginocchia il macinino e con la mano ruotava con forza la manovella per macinarlo. In seguito ho voluto provare anch’io e devo dire che i grani di caffè erano davvero duri a rompersi, facevo un gran fatica ma mi divertiva molto farlo, oltre che aiutare mia mamma. La storia dei primi macinini inizia quando l’Europa iniziò ad importare le spezie dal lontano Oriente. Allora erano piccoli utensili da cucina che avevano il compito di ridurre in modo semplice e veloce le spezie in polveri sottilissime. Poi nel XVII secolo anche il caffè iniziò a circolare in modo sempre più intenso in Europa. Inizialmente si credette di poter utilizzare gli stessi macinini per le spezie anche per macinare i chicchi di caffè. Ci si rese però ben presto conto che questi macinini non riuscivano a rispondere al meglio a questa esigenza e furono inventati dei macinini con macine più fitte in modo da ridurre in polvere il caffè. Sembra che il primo produttore di macinini fu la Turchia ed in seguito fu importato in Francia dove era considerato però un arnese solo per nobili, poi col tempo diventato però di uso comune.
Wish you were here – Pink Floyd
Ricordo mia mamma che per pulire i tappeti si affacciava al balcone e srotolava il tappeto tenendolo da una estremità. Cominciavava così a percuoterlo vigorosamente