Ricordo, piccolissimo, di avere viaggiato qualche volta su un treno che non aveva i classici scompartimenti separati e con i sedili imbottiti. La carrozza era invece uno scompartimento unico ed i sedili erano delle panche tutte di legno lucido, senza alcun cuscino. Io credo che non fosse molto comodo per questo ma ho scoperto poi che si trattava delle carrozze di terza classe, quindi sicuramente erano molto meno dispendiose rispetto alle altre classi. Comunque per me viaggiare in treno è sempre stato molto piacevole, vedere scorrere dal finestrino il paesaggio velocemente. Ero quasi ipnotizzato, ci passavo tutto il tempo del viaggio e pensavo alle persone che abitavano quelle case così vicino alla ferrovia. Due cose mi divertivano particolarmente: mentre il mio treno era fermo in stazione e si muoveva quello vicino, sembrava che si muovesse il mio. E poi quando mio papà, alla stazione acquistava dal finestrino il cestino di viaggio: un sacchetto di carta contenente un panino imbottito ed un frutto. Ero felice.
Una carezza in un pugno – Adriano Celentano
Ricordo il periodo della pasta per modellare di nome DAS. Il nome deriva dalle iniziali del suo inventore, Dario Sala nel 1962. Era un materiale