Ricordo quando fra amici ci divertivamo a parlare solo con l’alfabeto muto. Ce lo eravamo insegnati a vicenda. Questo serviva anche in casa se volevamo comunicare in presenza dei genitori per non farci capire. Lo usavamo soprattutto anche a scuola.
Era uno stratagemma efficace e silenzioso per comunicare con i compagni di scuola senza farsi sentire e capire dai maestri. Da una piccola ricerca su internet ho verificato oggi che col passare degli anni, alcune lettere dell’alfabeto muto sono cambiate.
Ad esempio io sapevo che la B era appoggiare sulla guancia le due dita dell’indice e medio, come pure la Q portavamo la mano dietro la nuca. Molte altre sono cambiate. Anche l’alfabeto muto ha avuto un’evoluzione negli anni!