Ho difeso il mio amore – Nomadi

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Titolo: Ho difeso il mio amore
Cantante/Gruppo: Nomadi

Ricordo della grande novità nelle bici negli anni 60: era stata lanciata sul mercato la prima bicicletta smontabile, si chiamava Graziella. Era nata per facilitare il suo trasporto per esempio in auto.

È diventato subito un oggetto di cult, prevalentemente femminile.

Per i maschi, e mi vanto di averla ancora, la bici da uomo della Bianchi con i freni a bacchetta e le luci che si azionavano con la dinamo, un meccanismo che con la pressione delle dita si appoggiava al fianco della ruota, rallentandone però lo scorrimento e quindi frenando un pò la velocità.

Era soprannominata la bici dei Vigili Urbani. Ricordo di averla pagata ben 300.000 lire nel 1978, anno del mio matrimonio.

La Bianchi è stata la più antica (e più importante) casa italiana per la produzione di biciclette. Nasce nel 1885 a Milano, come officina meccanica fondata da Edoardo Bianchi, allora solo ventenne.

Edoardo era stato orfano di padre e per questo era stato accolto, all’età di quattro anni, dai Martinitt, un istituto milanese che accoglieva gli orfani e dove ebbe la possibilità di ricevere un’istruzione nel campo della meccanica.

Si sdebiterà destinando a questo istituto, sino al termine della sua vita, una percentuale dei profitti della sua azienda. Dall’inizio, la Bianchi non produceva solo biciclette ma anche altri articoli di meccanica: cuscinetti a sfera, strumenti chirurgici, campanelli elettrici e altro.

Rapidamente si orienta sul modello di bici destinato ad avere maggiore successo: due ruote della stessa dimensione e telaio in acciaio. Nel 1888 applica l’idea di John Dunlop: la gomma con camera d’aria, in precedenza le ruote erano di gomma piena.

* Campi obbligatori

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