Ricordo che alla scuola elementare avevamo da colorare gli album con i pastelli colorati come tutti i bimbi di oggi.
C’erano la marca Giotto, di prezzo medio, e la marca Caran d’Ache che era il massimo della qualità ma anche del prezzo, ed era quindi avere dei pastelli con quella marca era sinonimo di agiatezza famigliare.
C’era la scatola in metallo piccola, con pochi pastelli e poi quella media e quella grande con tantissimi pastelli con tutte le sfumature possibili.
C’era la gara in classe a mostrare quella più grande rispetto a quella del compagno.
Involontaria cattiveria giovanile.
Fondata a Ginevra nel 1915, la Caran d’Ache fu la prima a introdurre Prismalo, la matita colorata con mina acquarellabile, una novità che riscosse un grandissimo successo tra grandi e piccoli.
Il nome e marchio Caran d’Ache era stato lo pseudonimo scelto dal caricaturista e illustratore Emmanuel Poiré. Questo nome, Caran d’Ache, in russo significa matita.
L’azienda nasce nel 1915 a Ginevra, in Svizzera, lì dove è ancora oggi la sede della compagnia.
Dapprima il nome della compagna fu in realtà “Fabrique Genevoise de Crayons” ovvero di fatto “fabbrica ginevrina di matite”.
Solo nel 1924, per omaggiare Emmanuel Poiré, il fondatore e dirigente dell’azienda scelse il nome definitivo Caran d’Ache, con il quale la compagnia ha raggiunto il successo internazionale.
Inizialmente la produzione dell’azienda si concentrò unicamente sulle matite da disegno in grafite. Il simbolo di Caran D’Ache, per tutti gli anni Venti, fu la matita da disegno Technograph, una semplice matita di grafite con involucro di legno di cedro e con eleganti rifiniture dorate.
Con il passare del tempo la Caran d’Ache affiancò la produzione di matite colorate. Questo prodotto acquistò rapidamente posizioni di rilievo a livello internazionale, fino a rappresentare oggi uno dei campi dove Caran d’Ache ricopre il ruolo di una delle aziende leader.