Codice jukebox C5 Marco 53

Father and son

Cat Stevens

Ricordo quante ore passate a giocare a biliardino con gli amici presso un oratorio vicino a casa. Mi ricordo che per far durare i pochi soldi che avevamo (e con poca onestà col senno di poi), una volta inserito il gettone che si acquistava all’oratorio, per mantenere tirata la leva che lasciava scendere le palline nella vaschetta, mettevamo lo stecco del ghiacciolo.

Oppure mettevamo dei fazzoletti nelle porte per poter recuperare le palline e non farle andare perse. A volte funzionava a volte no… Devo dire che forse questo è uno dei pochi giochi che non ha subìto mutazioni nel tempo.

I primi tavoli furono realizzati usando cassoni artigianali in legno per contenitore, e con aste e omini di legno. Le porte erano ricavate da fori sui cassoni con secchielli appesi o teli per raccogliere le palline.

I suoi inventori non potevano immaginare quanto successo questo gioco avrebbe raccolto presso tutti, suscitando la sensazione di far parte di una squadra di calcio senza avere le scarpe ai piedi. Al termine della seconda guerra mondiale rudimentali calcio balilla furono utilizzati per agevolare la riabilitazione psicomotoria dei reduci di guerra, da qui sembra nascere la dizione calcio balilla.

Tuttavia bisogna aspettare oltre dieci anni perché una vera e propria produzione cominci. Nel 1949 vengono importati dalla Francia alcuni esemplari e la Famiglia Garlando, la più grande produttrice di calcio balilla, è pronta ad accogliere la novità e inizia la produzione dei calcio balilla come oggi li vediamo, nel gennaio 1950.

Father and son Cat Stevens

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