Ricordo della raccolta delle figurine che si acquistavano all’edicola, ce n’erano di diversi tipi ma io ricordo solo quella dedicata al mare e quella dei giocatori di calcio, le edizioni Panini.
C’era naturalmente lo scambio delle figurine doppie per completare l’album con la ricerca di quelle “rare”, chi non ricorda : “celo, celo, celo, manca”. Naturalmente avere una doppia rara, si innescava una trattativa per cercare di ottenerne tante in cambio, pur di riuscire ad avere quella rara.
Ricordo due giochi da fare con le figurine, si poteva giocare con più bambini: a turno si dovevano lanciare contro un muro posizionandoci a qualche metro di distanza, tenendole in orizzontale con le dita.
Quella che si era arrivata più vicina al muro vinceva tutte le altre . Il secondo gioco consisteva nel lasciare cadere dall’alto, a turno, la propria figurina tenendola appoggiata al muro sempre in orizzontale. La figurina che cadendo andava a sovrapporsi anche di poco ad un’altra, quest’ultima perdeva e veniva presa dall’altro.
C’era un altro gioco, il gioco chiamato “lo schiaffo”. Ogni giocatore puntava le proprie figurine anche tre o quattro a partita. Tutte le figurine in palio venivano incolonnate una sull’altra come un mazzo di carte e poi riposte su uno scalino di marmo.
Poi, a turno, ogni giocatore doveva sferzare violente manate, gli schiaffi appunto, e a mano nuda, alla base del mazzetto delle figurine, in modo da creare un’onda d’aria d’urto tale da far ribaltare le figurine ammonticchiate. Più se ne ribaltavano e più se ne vincevano. Peccato che dopo un po’ i palmi delle mani diventavano roventi.