Ricordo gli accendini ricaricabili a benzina che si usavano per le prime sigarette. Avevano uno scomparto nel fondo dell’accendino in metallo, che conteneva del cotone idrofilo pressato. Dovevamo acquistare dal tabaccaio delle fialette piene di benzina che poi versavamo nel serbatoio con il cotone. Ne serviva il contenuto di un paio di fialette per inzuppare bene il cotone idrofilo che, a sua volta, era collegato con lo stoppino dell’accendino. Poi dovevamo anche acquistare, una volta esaurita, anche la pietrina focaia che serviva a fare la scintilla. Un gioco da incoscienti che facevamo era di infilzare in cartone vuoto diverse fialette di benzina e dare fuoco finchè il fuoco non le faceva esplodere! Che incoscienti che eravamo ma debbo dire che lo facevamo allontanandoci molto dal luogo dell’incendio. Gli accendini che erano più di moda allora erano il Ronson, dalla forma stretta e allungata come una nave, il modello si chiamava Varaflame ed era disponibile in acciaio e placcato oro. In internet è possibile trovare ancora oggi alcuni esemplari vintage. Poi c’era il mitico Zippo. Ci davamo delle arie a provare ad accendere lo Zippo con due mosse: con la prima passavamo l’accendino velocemente sui jeans per far aprire il cappucci e con la seconda mossa facevamo strisciare sempre sui jeans la rotellina per provocare l’accensione. Chi ci riusciva era figo! La Zippo Manufacturing Company fu fondata nel 1932. Il suo celebre accendino deve il nome deriva da un altro prodotto che in quell’epoca era stato ideato e stava riscuotendo grande successo: la cerniera lampo, chiamata in inglese zipper. La particolarità di questi accendini sta nel fatto che riescono a mantenere la fiamma anche in presenza di vento.
Angie – Rolling Stones
Ricordo quando sentivo gridare da sotto casa :” donne! è arrivato l’arrotino!”. Aveva una bici modificata con applicata sopra la canna una ruota smerigliata. Metteva