Ricordo che negli anni 60 e 70 i tram e gli autobus a Milano avevano il bigliettaio dal quale si acquistava, appena saliti, il biglietto al prezzo di 50 Lire a corsa. La salita era esclusivamente e rigorosamente dalla porta posteriore in quanto lì c’era il bigliettaio seduto sulla sua postazione. Aveva appoggiat sul suo banco, un pezzetto di spugna imbevuta d’acqua che gli serviva per poter inumidire le dita e prendere singolarmente i biglietti da vendere. Con un biglietto si poteva viaggiare solo su quella linea. Era un classico che una volta entrati nel tram o autobus era più comodo rimanere in fondo piuttosto che andare davanti. Allora il bigliettaio gridava ” avanti c’è posto!” anche per obbligare gli utenti a passargli davanti, così da individuare gli eventuali “portoghesi” che cercavano di non pagare il biglietto. Specie nei tram a me piaceva andare dietro al manovratore per guardarlo guidare, ma non bisognava assoltamente parlargli, come recitava un perentorio cartello “Non parlate al Conducente”: mi piaceva vedere come muoveva le due leve che davano una la velocità e l’altra era il freno. Non ho mai capito come facesse a far scattare il cambio della rotaia, un vero mistero!
Un’ora sola ti vorrei – The Showmen
Ricordo che qualcuno mi disse come costruire un “telefono” prendendo due rotoli di cartone di quelli all’interno della carta igienica. Si doveva coprire uno dei