My way
Ricordo le mie estati passate quasi sempre nelle colonie estive, a volte al mare e a volte in montagna. Erano organizzate per i figli di alcune categorie di lavoratori dipendenti dello Stato e mio papà lo era in quanto pilota dell’Aeronautica Militare. Servivano per poter far fare delle lunghe vacanze ai figli a prezzi contenuti. Allora eravamo in cinque in famiglia con un unico stipendio. Eravamo super controllati da personale dipendente dalla colonia e ci impartivano anche una certa educazione facendoci rispettare le regole del vivere in comune. Prima di partire veniva spedito alla famglia una lunga striscia di stoffa che riportava, ripetuto tantissime volte, un numero di matricola a tre cifre. Mia mamma doveva cucire su ogni mio indumento quel numero, in modo che una volta lavato dalla lavanderia della colonia, assieme agli indumenti di tutti gli altri bimbi, ognuno di noi potesse ritrovarli raccolti in appositi scaffali numerati. In ogni caso era bello fare tanti giorni al mare e giocare spensierati praticamente tutto il giorno all’aria aperta. La parte negativa era che alcuni di noi soffrivano molto della lontananza dai rispettivi genitori, io ero uno di quelli. Allora l’unico contatto con i parenti erano le lettere che potevamo scrivere loro e ovviamente riceverle. Il giorno della distribuzine della posta era una vera festa! Non ricordo se ho mai parlato al telefono con loro. Fare anche un mese di mare era sicuramente una fortuna rispetto a tanti altri bimbi, io questo l’ho capito solo molto tempo dopo.