Ricordo negli anni 70 c’è stato un periodo in cui c’era un’assoluta mancanza di moneta. Allora le banche hanno iniziato a mettere in circolazione degli assegnini di piccole dimensioni e dal valore variabile che riproduceva quello delle monetine di allora. Dopo diversi mesi, quando la mancanza di moneta era cessata, gradatamente gli assegnini sono spariti dalla circolazione. Fra l’altro erano di semplice carta e quindi si usuravano facilmente, spesso venivano gettati via in quanto i negozi rifutavano di accettare quelli più malconci. I miniassegni furono un particolare tipo di denaro che sostituiva la moneta. Spesso i negozianti, in sostituzione della moneta, davano come resto delle caramelle, francobolli, gettoni telefonici e in alcune città anche biglietti di trasporto pubblico. I primi miniassegni fecero la loro comparsa nel dicembre del 1975 e vennero emessi da molte banche; avevano il valore nominale di 50, 100, 150, 200, 250, 300 e 350 lire. Furono chiamati così perché erano assegni circolari ma più piccoli di quelli normali. Le banche riuscirono ad evitare il divieto di emettere moneta (prerogativa esclusiva delle banche centrali) facendoli intestare ad enti e società. In teoria gli stessi sarebbero dovuti circolare con le varie girate dei soggetti che ne entravano in possesso, ma in pratica venivano scambiati di mano in mano come se fosse vera e propria moneta corrente.
Scinne cum me – Mia Martini e Roberto Murolo
Ricordo quando sentivo strillare dalla strada la parola “ombrellaio! umbrellè!”. Era arrivato colui che avrebbe aggiustato gli ombrelli per strada. Si fermava sotto casa in